"Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle"

Siamo un gruppo di amici accomunati, tra le altre cose, dalla passione per la montagna. Dal 2007 ci organizziamo per passare alcuni giorni a fare trekking tra le vette dolomitiche.
Questo sito nasce per condividere le nostre piccole e grandi "imprese" con chiunque abbia la nostra stessa passione.
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Le Dolomiti Ampezzane

Partecipanti: Matteo, Yuri, Massimiliano, Andrea, Mirco, Claudio

Sistemazione all'hotel Dolomiti di San Vito di Cadore

giovedì 30 giugno: viaggio di andata e Lago Sorapis.
Partenza mattiniera dei primi 4 "scarpinatori" (Massimiliano, Yuri, Matteo e Claudio) per San Vito di Cadore, lungo il viaggio il meteo si mette al peggio e piove per un lungo tratto, ma l'umore è comunque alto; arrivati alla meta c'è giusto il tempo di sistemarsi in hotel e di rifocillarci perchè smette di piovere e bisogna mettersi in marcia con destinazione Lago Sorapis.
Raggiungiamo in auto il P.so Tre Croci (1809 mt) poi imbocchiamo il sentiero n.215 che quasi subito si inoltra nel bosco (avendo smesso di piovere da poco il bosco emana tutti i suoi profumi: terriccio, acqua, muschio, legno; proprio una bella sensazione), il sentiero è facile e poco faticoso, solo nel finale ci sono un paio di scalette e in un'ora e mezza arriviamo al Rif. Vandelli (1928 mt) dove mangiamo, subito dietro al rifugio c'è il lago: SPETTACOLARE! L'acqua, a causa dell'eccessiva quantità di calcare disciolto in essa, ha un colore turchese quasi finto e le foto non rendono bene l'idea.

venerdì 1 luglio: Croda da Lago.
Giornata di sole ma fresca, senza perdere troppo tempo partiamo in direzione del P.so Giau e, più o meno a metà strada in località Ponte Rocurto (1800 mt), lasciamo l'auto per imboccare a sinistra della strada il sentiero n.437 che scende fino ad attraversare con ponticello un canalone scavato nei secoli da un tumultuoso torrente... poi si inizia la salita, a tratti ripida e faticosa nel bosco (sentiero n.434) e dopo aver aggirato a nord la base della C.ma Cason di Formin (limite nord della Croda da Lago) si giunge ad un pianoro dove si trovano il Lago di Federa e il Rif. Palmieri (2042 mt).
Dopo una pausa ci siamo rimessi in marcia (sempre sentiero n.434) per raggiungere la Forcella da Lago (2277 mt) dove pranziamo al sacco aspettando gli altri compari (Andrea e Mirco) in arrivo dal p.so Giau (sentiero n.436), purtroppo Franzo è in difficoltà e non se la sente di proseguire il giro quindi Claudio si offre di accompagnarlo al Ponte Rocurto, noi invece svoltiamo a destra sul sentiero n.435, altro tratto di salita faticosa, per la Forcella d'Ambrizzola (2475 mt) che divide la Croda da Lago dai Lastoni di Formin e poi una lunga discesa per tornare al punto di partenza. Giro bellissimo ma lungo e faticoso

sabato 2: la Tofana di Rozes e il Rif. Giussani.
Per oggi era in programma la Val Travenanzes ma dopo le fatiche di ieri abbiamo deciso di cambiare percorso mantenendo però invariata la meta, Andrea però decide di non seguirci quindi poniamo l'arrivo al Rif. Dibona; partenza dal P.so Falzarego in funivia per salire ai 2756 mt del Rif. Lagazuoi poi primo tratto in discesa tra i cunicoli e le baracche austriache della prima guerra mondiale (l'anno scorso erano sepolti dalla neve) fino alla Forcella di Bois (2330 mt) da dove si imbocca il sentiero n.404 per girare alla base dell'imponente Tofana di Rozes ... completato il giro della Tofana si inizia la faticosa salita su sentiero n.403 verso il Rif.Giussani (2600 mt) dove pranziamo a ci riscaldiamo dato che fuori il termometro segna +7°C ... ripercorriamo in discesa il sentiero n.403 fino al Rif. Dibona (2059m) dove Andrea ci aspetta con l'auto.

domenica 3: il Monte Piana.
Ultimo giorno e nuovo cambio di programma causa troppa fila per salire alle Tre Cime di Lavaredo; con la jeep raggiungiamo il Rif.Bosi (2225 mt) e da lì proseguiamo a piedi per raggiungere i resti dei camminamenti e delle trincee italiane della prima guerra mondiale proprio sulla vetta del Monte Piana (2324 mt), dopo aver "esplorato" il versante italiano abbiamo attraversato il Pian de Carducci per "esplorare" il versante austriaco, dove si trovano anche diverse gallerie ... rispetto ai giorni scorsi il giro è praticamente inesistente ma le emozioni che si provano a girare tra i resti della grande guerra sono veramente forti ... dopo pranzo a malincuore ripartiamo per Toscanella e Imola portando con noi altri bellissimi ricordi di splendide giornate assieme condividendo le fatiche e le gioie della montagna